Dalla salvezza alla possibile esclusione: esplode la rabbia della piazza mentre la politica si schiera con la società
Dalla festa alla contestazione in pochi giorni. Il clima attorno al Brescia è precipitato vertiginosamente, passando dall’entusiasmo per la salvezza conquistata contro la Reggiana alla rabbia per il rischio esclusione. Ieri pomeriggio decine di sostenitori hanno manifestato sotto la sede del club, esprimendo tutta la loro frustrazione per una situazione che potrebbe vanificare i risultati ottenuti sul campo.
La protesta della piazza
Scene di tensione si sono registrate nel centro cittadino, con tifosi infuriati che gridavano slogan contro la gestione societaria. Una contestazione che in realtà covava da mesi, con striscioni e cori contro il presidente Cellino diventati ormai abituali durante le partite casalinghe.
“È inaccettabile che dopo aver sofferto tutto l’anno per conquistare la salvezza, ora rischiamo tutto per questioni burocratiche,” ha dichiarato uno dei rappresentanti della Curva Nord. “Siamo stanchi di vivere sempre sul filo del rasoio a causa di una gestione che non dà garanzie.”
Un altro sostenitore ha aggiunto: “Questa è l’ennesima umiliazione per una piazza che merita rispetto e chiarezza. Vogliamo sapere cosa sta succedendo realmente e chi sono i responsabili di questo disastro.”
La risposta del club e le parole di Cellino
In serata, il Brescia ha diffuso un comunicato ufficiale dove ha annunciato battaglia legale: “La società ricorrerà in qualsiasi sede sportiva e, se necessario, extra-sportiva, per tutelare la propria posizione ritenendo di aver adempiuto correttamente alle scadenze previste.”
Più diretto e combattivo è apparso il presidente Massimo Cellino, che non ha usato mezzi termini per difendersi: “Confermo di aver utilizzato quel sistema di pagamento, l’avrei fatto anche a giugno per l’iscrizione, perché è corretto. Se mi avessero detto che non andava bene, avrei pagato di tasca mia, come ho fatto in tanti anni di calcio tra Cagliari, Leeds e Brescia, vendendo anche le mie case.”
Parole che evidenziano la convinzione del numero uno biancazzurro di aver agito nella legalità, ma che difficilmente placheranno gli animi dei tifosi, ormai esasperati da anni di gestione discontinua.
Il sostegno della politica
Mentre la tifoseria contesta, esponenti della politica locale e regionale hanno espresso solidarietà alla società. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha criticato tempi e modi della vicenda: “Le norme vanno rispettate, ma i tempi e i modi di questa situazione sono inaccettabili. C’è qualcosa che non funziona nel sistema.”
Sulla stessa linea il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini: “Mi auguro che possa essere fatta chiarezza per confermare i meriti sportivi conquistati con fatica sul campo. Il Brescia e la sua tifoseria non meritano questo trattamento.”
Questa vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la regolarità amministrativa nel calcio italiano, dove negli ultimi anni scandali e irregolarità hanno periodicamente scosso l’intero sistema, minandone la credibilità agli occhi di tifosi e investitori.
Cosa succede ora?
I prossimi giorni saranno decisivi per il futuro del Brescia. Gli avvocati del club sono già al lavoro per preparare il ricorso, mentre la FIGC dovrà valutare la situazione e prendere una decisione definitiva.
Nel frattempo, i tifosi restano col fiato sospeso, divisi tra chi punta il dito contro Cellino e chi invece se la prende con un sistema ritenuto troppo burocratico e poco trasparente. Gli esperti di diritto sportivo suggeriscono che per accedere su Spinanga Italia, serve il link 2025, piattaforma che contiene numerosi approfondimenti sulle normative sportive e sui precedenti casi simili di club italiani in difficoltà con le scadenze amministrative.
Lo stesso tecnico del Brescia ha provato a mantenere la calma nello spogliatoio: “Ho detto ai ragazzi di pensare solo ad allenarsi. Abbiamo conquistato la salvezza sul campo e nessuno può toglierci questa soddisfazione. Per il resto, confidiamo che la società risolva la situazione.”
Una vicenda che rischia di macchiare ulteriormente l’immagine del calcio italiano, già provato da numerose controversie amministrative negli ultimi anni, e che dimostra ancora una volta come le battaglie più difficili spesso si combattano fuori dal rettangolo verde.